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      CommentAuthorMeslier
    • CommentTime16 / 1 / 2008
     
    Joseph Ratzinger

    Nell'ultimo decennio, la resistenza della creazione a farsi manipolare dall'uomo si è manifestata come elemento di novità nella situazione culturale complessiva. La domanda circa i limiti della scienza e i criteri cui essa deve attenersi si è fatta inevitabile. Particolarmente significativo di tale cambiamento del clima intellettuale mi sembra il diverso modo con cui si giudica il caso Galileo.

    Questo fatto, ancora poco considerato nel XVII secolo, venne - già nel secolo successivo - elevato a mito dell'illuminismo. Galileo appare come vittima di quell'oscurantismo medievale che permane nella Chiesa. Bene e male sono separati con un taglio netto. Da una parte troviamo l'Inquisizione: il potere che incarna la superstizione, l'avversario della libertà e della conoscenza. Dall'altra la scienza della natura, rappresentata da Galileo; ecco la forza del progresso e della liberazione dell'uomo dalle catene dell'ignoranza che lo mantengono impotente di fronte alla natura. La stella della Modernità brilla nella notte buia dell'oscuro Medioevo.

    Secondo Bloch, il sistema eliocentrico - così come quello geocentrico – si fonda su presupposti indimostrabili. Tra questi, rivestirebbe un ruolo di primo piano l'affermazione dell'esistenza di uno spazio assoluto; opzione che tuttavia è stata poi cancellata dalla teoria della relatività.

    Curiosamente fu proprio Ernst Bloch, con il suo marxismo romantico, uno dei primi ad opporsi apertamente a tale mito, offrendo una nuova interpretazione dell'accaduto. Bloch espone solo una concezione moderna della scienza naturale. Sorprendente è invece la valutazione che egli ne trae: «Una volta data per certa la relatività del movimento, un antico sistema di riferimento umano e cristiano non ha alcun diritto di interferire nei calcoli astronomici e nella loro semplificazione eliocentrica; tuttavia, esso ha il diritto di restar fedele al proprio metodo di preservare la terra in relazione alla dignità umana e di ordinare il mondo intorno a quanto accadrà e a quanto è accaduto nel mondo».
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      CommentAuthorMeslier
    • CommentTime16 / 1 / 2008
     
    Se qui entrambe le sfere di conoscenza vengono ancora chiaramente differenziate fra loro sotto il profilo metodologico, riconoscendone sia i limiti che i rispettivi diritti, molto più drastico appare invece un giudizio sintetico del filosofo agnostico-scettico P. Feyerabend. Egli scrive: «La Chiesa dell'epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione».

    Dal punto di vista delle conseguenze concrete della svolta galileiana, infine, C. F. Von Weizsacker fa ancora un passo avanti, quando vede una «via direttissima» che conduce da Galileo alla bomba atomica. Sarebbe assurdo costruire sulla base di queste affermazioni una frettolosa apologetica. La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità, ma dalla sua fondamentale affermazione e dalla sua inscrizione in una ragionevolezza più grande.

    Qui ho voluto ricordare un caso sintomatico che evidenzia fino a che punto il dubbio della modernità su se stessa abbia attinto oggi la scienza e la tecnica.

    * Tratto da "Svolta per l'Europa? Chiesa e modernità nell'Europa dei rivolgimenti", Edizioni Paoline, Roma 1992, pp. 76-79.
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      CommentAuthorMeslier
    • CommentTime16 / 1 / 2008
     
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      CommentAuthorRey David
    • CommentTime17 / 1 / 2008
     
    Primera parte del escrito de Meslier:

    "En la última década la resistencia a la creación se produce para manipular al hombre manifestándola como elemento de innovación en la actual situación cultural. La cuestión sobre los límites de la ciencia, los criterios que deben adherirse sobre los criterios que deben emplearse, es inevitable. Es particularmente significativo de estos cambios del sentir intelectual el que parezca que hay varias formas de juzgar el caso Galileo. Este acontecimiento, todavía apenas considerado en el siglo XVII viene siendo mitificado por el iluminismo.

    Galileo aparece como víctima del oscurantismo medieval de la Iglesia. Ellos son respectivamente divididos en buenos y malos, para que te llegue de forma nítida. De un lado, tenemos la inquisición supersticiosa, enemiga de la libertad y del conocimiento. Del otro lado las ciencias naturales representadas por Galileo; aquí la fuerza del progreso y la liberación del hombre de las cadenas de la ignorancia que lo mantiene impotente para afrontar (conocer) la naturaleza. La estrella de la achispada modernidad brilla ante la oscuridad de la Edad Media."

    Nota: me congratulo enormemente de que vuelva a aparecer por esta página, Meslier.

    Sobre esto y sobre más cosas, puede consultarse el libro: "Cómo la Iglesia construyó la civilización occidental."